Un pomeriggio del 1996, all’età di 14 anni, mi trovavo sulla macchina di una mia amica e compagna di scuola, dove sua madre mi stava accompagnando a casa. Nel sedile posteriore dove ero seduta vidi un libro; l’autrice di questo libro si chiamava Rosemary Altea (all’epoca ancora sconosciuta), e il titolo del libro era: “Una lunga scala fino al cielo”. Iniziai a sfogliarlo e in breve tempo capii che l’autrice era una medium con la paranormale capacità di parlare con i defunti. Questo testo colpì e incuriosì notevolmente.
Ricordo che feci di tutto per procurarmelo. Dovetti ordinarlo, perché in quegli anni la letteratura new age non aveva ancora preso il lancio. Una volta nelle mie mani lo lessi assiduamente. Mi ritrovavo poi la sera, prima di dormire, seduta sul mio letto a riflettere tra me e me:
«Com’è possibile? Mi hanno sempre insegnato che esiste l’inferno, il purgatorio e il paradiso… e lei invece afferma di parlare con i morti che continuerebbero a essere presenti in questa dimensione terrena… però sembra sincera… perché dovrebbe mentire? In fondo fa del bene… non ne ricava nulla, dà pace ai famigliari dei defunti… ma allora come si concilia con l’idea dell’aldilà come altrove?»
Avendo, come molti italiani, ricevuto un’educazione cristiana cattolica, questa visione della morte ne entrava in conflitto. All’epoca ancora non sapevo molte cose, come che Satana si traveste da angelo di luce [2 Corinzi 11,14], ma del resto nemmeno credevo ancora alla reale esistenza di Satana o perlomeno non ci avevo ingenuamente mai pensato.
Da quel momento iniziò un cammino che portò ad un cambiamento nella mia visione del mondo spirituale. Trascorsero un paio d’anni, lessi altri libri sull’argomento, ero convinta di poter inglobare nella mia fede cattolica altre credenze quali la possibilità arbitraria che Dio non giudicasse il mondo, all’assunzione che Dio era buono perciò l’inferno non poteva esistere e che non c’è nulla di male nel desiderio comprensibile di voler parlare con i defunti. Credevo che se esisteva della bontà in una persona, allora quello era necessariamente sufficiente a renderla vicina a Dio. Mi ero, in sostanza, auto-costruita un Dio su misura, secondo le mie idee basate su riflessioni, opinioni o assunti facendo un minestrone di teorie.
Soprattutto, la mia idea di Dio era cambiata, sebbene non me ne fossi realmente resa conto, Dio non era più una persona con una mente propria e propri sentimenti, ma un’essenza, un’energia positiva che si trova in ognuno di noi. Non credevo in una Verità come assoluta, ma credevo che in tutte le religioni ci fosse della verità e che ognuno di noi doveva crescere spiritualmente. Sbocco logico di questa nuova fede fu poi la credenza nella reincarnazione.
Nel 2000 navigai per la prima volta in Internet. Stupendo! Un mondo sconfinato pieno di risorse (positive e non). Mi imbattei in un sito (che è on-line tutt’oggi) che definiva “grigi” gli scienziati che non credono a nulla al di là della materia e perciò vedono “grigio”. Quell’articolo conquistò appieno la mia fiducia, così lessi un altro articolo che si trovava nel sito il quale trattava dell’O.B.E. (Out of Body Experience). «Wow!» pensai, «questo sì che è fantastico! Non c’è più bisogno di un medium, ma io stessa posso fare molto di più». Anche qui la mia ingenuità, unita alla mia colpevole ignoranza su Dio, mi portò a fantasticare su questo fenomeno (capacità di uscire dal corpo volontariamente tramite rilassamento, meditazione o specifiche tecniche).
La seguente notte stessa ebbi una particolare esperienza fuori dal corpo. Da quel momento provai più volte e approfondii ancor più la mia fede new age. Tramite Internet conobbi una persona con cui potevo liberamente parlare di questi argomenti per un paio d’anni durante i quali costui intraprese un percorso orientato alla cosiddetta Illuminazione. Qui vale la pena di spiegare in poche brevi parole in cosa essa consiste: innanzitutto nel credersi dio, nella convinzione che noi creiamo la realtà che ci circonda, nella non esistenza della dualità (bene-male) e in un processo, appunto, di illuminazione che sfocia nell’ascensione e dissoluzione totale del sé che svanisce e si fonde con il Tutto.
A questo punto iniziò la mia crisi. Dio Padre iniziò a chiamarmi e ad attirarmi a sé (Gloria a Dio!!!). Non potevo credere che bene e male non esistessero quando ogni giorno sentiamo notizie quali pedofilia, assassini efferati, violenze innominabili. Inoltre nel 2002 la letteratura new age aveva già iniziato a guadagnarsi una sezione tutta sua nelle librerie. Qui leggiucchiavo parecchi libri, i quali si contraddicevano tra loro. Pensiamo ad esempio alla teoria della reincarnazione: essa entra in conflitto con l’idea della possibilità di parlare con i defunti; infatti come è possibile ciò se questi si reincarnano? Anche qualora essi attendessero i parenti per reincarnarsi, sarebbe un’attesa interminabile e a catena! Inoltre ognuno di questi libri pretendeva di raccontare come stanno realmente le cose, una verità, ma ognuno diceva cose diverse e al tempo stesso affermava che non esiste una verità assoluta. Un paradosso!!
Soprattutto la mia anima aveva sete di Dio. Brancolavo nel buio, ma non lo sapevo. Eppure ricordo che amavo la notte, i luoghi bui, ecc. ma non mi rendevo conto che ciò era quello che avevo dentro: il buio, le tenebre, perché non c’era Dio nel mio cuore, nonostante i miei intenti buoni, positivi, di pace amore e bontà. Non avevo la Salvezza e non credevo di aver bisogno di salvezza.
Quello è stato il periodo più brutto della mia vita. Soffrivo dentro, piangevo tantissimo e non sapevo perché. Cercavo disperatamente la Verità perché non possono coesistere due verità opposte contemporaneamente, poiché una annulla l’altra. Mi sentivo fortemente oppressa dall’esterno, come se delle presenze oscure mi circondassero e mi opprimessero e io dovevo contare unicamente su me stessa, sulla mia capacità di auto-salvarmi.
Nella mia mente imbevuta di relativismo, credevo che nessuno avrebbe potuto aiutarmi rivelandomi la Verità, poiché ognuno mi avrebbe portato la sua propria verità. Senza saperlo, cercavo disperatamente Dio, con tutto il cuore e con tutta l’anima. Ricordo che presi anche la Bibbia tra le mani, ma per me era come un libro sigillato. Non ne capivo una sola parola, non ne comprendevo nemmeno il significato più banale. Questo perché nonostante tutto cercavo ancora di trovare nella Bibbia una conferma alla mia visione delle cose più orientale, realizzando così le parole di Dio:
sono diventati duri d'orecchi e hanno chiuso gli occhi, per non rischiare di vedere con gli occhi e di udire con gli orecchi, e di comprendere con il cuore e di convertirsi, perché io li guarisca. [Isaia 6, 9-10]
Tuttavia il mio malessere si faceva sempre più forte e il mio desiderio di Dio e della Verità sempre più insistente.
Ma di là cercherai il SIGNORE, il tuo Dio, e lo troverai, se lo cercherai con tutto il tuo cuore e con tutta l'anima tua. [Deuteronomio 4,29]
Un giorno indimenticabile ricevetti un’e-mail di un italiano dalla Germania, in risposta a una lettera che inviai due anni prima (notare come Dio ha guidato i tempi nonostante tutto) a una rivista dove raccontavo della mia esperienza fuori dal corpo.
Tra le diverse cose una mi toccò particolarmente: “Scintille di verità sono ovunque: Gesù è però il fuoco.” Dio usò quell’uomo per toccarmi profondamente il cuore. In quell’istante mi piegai in ginocchio e pregai quel Dio che avevo rimosso, quel Dio che non consideravo una persona, ma in quel momento mi rivolsi a Lui come tale come se dentro di me lo avessi sempre creduto e improvvisamente me ne ricordassi. Lo invocai di rivelarsi a me, se esisteva di dirmelo! Di dirmi qual era la Verità! In un pianto disperato, ma di liberazione, sentii interiormente come una voce che mi diceva: “IO SONO la Verità!!” (Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. [Giovanni 14,6]). In quell’istante continuai a piangere ma non più di dolore. Un improvviso senso di liberazione totale e di nutrimento interiore mi travolgeva e un senso d’amore paterno mi avvolgeva. Lo Spirito Santo mi aveva riempito. Una sensazione indescrivibile.
Da quel momento abbandonai tutto. Il Signore mi liberò da ogni catena che mi teneva legata e in prigionia.
O SIGNORE, Dio d'Israele! Non c'è nessun dio che sia simile a te, né lassù in cielo, né quaggiù in terra! [1 Re 8,23]
Da allora è iniziato un altro viaggio nella conoscenza di Dio. Il Signore mi ha messo al fianco quasi contemporaneamente una persona che mi ha istruito sulla Parola di Dio e piano piano questo studio continua insieme. Ma questa è un'altra storia che racconterò quando Dio lo vorrà.
La cosa più importante è che in Gesù noi abbiamo la Salvezza e la riconciliazione con Dio. Non c’è alcuna via che può portare a Dio Padre eccetto Gesù, Dio Figlio: Lui è il ponte che ci ricongiunge a Dio Padre.
Non basta nemmeno “essere buoni”, è necessario e fondamentale incontrare personalmente Cristo quale Salvatore con la Nuova Nascita, perché solo Lui ci rende figli di Dio! Altrimenti non siamo che creature. E non esiste altra Verità all’infuori del fatto che Dio esiste ed è reale; è una persona e vuole che noi lo cerchiamo con cuore sincero perché non ci obbliga a seguirlo. Ma quale stupido rifiuta la gioia eterna e l’amore eterno alla presenza di Dio?
Che Dio ti benedica. ------------------------------------------------------------------------
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